Il rum è un derivato della canna da zucchero e come tale deve ringraziare il mondo arabo che ha diffuso in Europa questa dolcissima pianta e il procedimento della distillizzazione, senza la quale il rum non esisterebbe. La canna da zucchero nacque in quella fascia di terra a sud del Mediterraneo e, dopo gran girovagare, pose le sue radici al di là dell'Oceano nelle isole caraibiche baciate dal sole e dal mare, i cui rum sono ancora famosi e diffusi in tutto il mondo contemporaneo.
Per la precisione fu a Barbados che gli olandesi iniziarono a produrre una forte bevanda alcolica con gli scarti del succo di canna da zucchero che veniva prima fatto fermentare e poi distillato. I portoghesi lo chiamarono brandy di canna ma pooi prese piede un nome molto più pittoresco: rumbullion, termine gergale che deriva dall'Inghilterra meridionale e significa rissa o gran tumulto. Ben presto però , come accade a tutti i nomi troppo lunghi, venne abbreviato in rum.



Questa nuova bevanda di sapore non troppo gradevole e forte da far bruciare lo stomaco si diffuse prima tra gli schiavi e i marinai per poi raggiungere le classi più abbienti che però preferivano diluirla con acqua, zucchero, succo di limone e spezie. Il rum agli inizi della sua storia ha varcato molteplici soglie, ponti di navi da guerra o mercantili, capanne e palazzi delle Americhe.
Ad esempio è divenuto famoso per il suo forte legame con il mondo dei pirati che ne bevevano grandi quantità a bordo delle loro navi o sull'isola della Tortuga. I pirati lo chiamavano in modo affettuoso belly timber. Oppure è tristemente menzionato per la sua importanza nella tratta degli schiavi ma forse meno conosciuta è la sua diffusione nel primo periodo coloniale del Nord-America.



Nel XVII secolo i coloni della Virginia e del New England avevano innocentemente creduto di poter ricreare una piccola Inghilterra al di là dell'Oceano dove vivere liberi ma continuare ad assaporare le dolcezze europee, primi fra tutti la birra e il brandy. Presto però scoprirono che ciò non sarebbe stato possibile a causa sia del clima sia della difficoltà di importare i prodotti finiti e la materia prima e pur di non bere in eterno solamente acqua di sorgente decisero di abbandonare l'amata birra ed il caro brandy per rivolgersi ad un liquore prettamente marinaro: il rum.
I coloni compravano melassa dalle isole caraibiche francesi, poiché questa costava meno di quella inglese, e distillavano " in casa" il liquore da bere in ogni occasione. Questo si integr&ò talmente tanto nelle maglie della società che veniva bevuto perfino durante la stipula di contratti.


In seguito, durante i primi fervori indipendentisti, le distillerie di rum, per il significato intrinseco che aveva in quel periodo la produzione di questo liquore, divennero ben presto un punto di raccolta per i liberi pensatori ed i fautori dell'indipendenza, noti come " Figli della Libertà".
Infatti allora il rum e le distillerie erano quasi totalmente rifornite con melassa di contrabbando a causa della Molasses Act (legge sulla melassa) del 1733, che imponeva un dazio di mezzo scellino su ogni gallone importato nelle colonie d'America da colonie o coltivazioni straniere. Non osservare questa legge aveva instillato nei coloni un mai provato senso di libertà verso l'Inghilterra e da quel momento in poi si sentirono legittimati a non osservare altre leggi di quel genere come quella sullo zucchero, sul bollo e il tè .
John Adams, un leader rivoluzionario, annotò , a questo proposito, nel suo diario, di aver partecipato ad una riunione de " I Figli della Libertà" presso la distilleria di Chase e Speakman, dove i presenti avevano bevuto punch al rum e fumato la pipa.


Il Rum continuò ad essere popolarmente apprezzato anche durante la guerra civile ma perse la sua convenienza man mano che gli uomini si spostavano ad ovest. Qui finalmente crescevano di nuovo i cereali e i coloni scozzesi poterono avvalersi delle loro conoscenze per creare il whisky.
Il rum, in conclusione, è stato una delle prime bevande globali, comunemente apprezzata e venduta a basso costo, ma credo sarà ricordata per sempre affianco di una famosa e temutissima bandiera: il Jolly Roger